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GENTILE DOTT.SSA ANGELA

Le onde d'urto per uso articolare (da non confondersi con quelle impiegate per frantumare i calcoli renali) vengono impiegate per risolvere determinate patologie ovvero la maggior parte delle problematiche inserzionali, periarticolari e muscolari ed ossee che si possono riscontrare dalla radice degli arti in poi (escludendo l'area del tronco e della testa).
La capacità rigenerativa delle onde d'urto è dovuta alla stimolazione dei tessuti tramite impatti di pressione sonora (dai valori compresi tra 100 e 1000 bar). Questa stimolazione induce la produzione di nuovi capillari e fibra collagene nelle aree trattate (neocapillarogenesi e collagenogenesi) che si attiva a partire dalla terza settimana dalla seduta effettuata.
Questo effetto rigenerativo porta al miglioramento di:

  • circolazione con eliminazione dei cataboliti
  • controllo dell'edema
  • riassorbimento delle calcificazioni
  • apporto di ossigeno e nutritivi, ecc;

L'emissione sonora possiede inoltre, delle azioni che contemporaneamente riducono la flogosi attraverso il wash-out del tessuto (una sorta di pulizia delle aree con ricambio del liquido intercellulare):

  • l'abbattimento della quota dei cristalli flogogeni in situ
  • l'apertura dei capillari adiacenti all'area trattata
  • la liberazione nei tessuti di monossido d'ozono in seguito alla stimolazione pressoria.
Per questi motivi, il trattamento con le onde d'urto permette di ottenere la guarigione dalle cosiddette periatriti di spalla e d'anca (calcifiche o meno) ovvero dalle tendinopatie (tendiniti o tendinosi) inserzionali o meno quali epicondiliti, epitrocleiti, pubalgie, ileiti, ischialgie,tendinite della zampa d'oca, del tibiale anteriore, dell'achilleo, spina calcaneare e fasciti plantari; dalle patologie infiammatorie e traumatiche dei legamenti (leg. acromion-claveare, leg.collaterale); dagli esiti cicatriziali o aderenze post traumatiche nei muscoli.
Inoltre l'onda d'urto ha la capacità di stimolare l' attività degli osteoblasti e quindi trattare ritardi di consolidamento e alcuni tipi di necrosi ossee nonché ritarda l'ingravescenza delle tenosinoviti come il tunnel carpale (primo e secondo grado), la tenosinovite dei tendini del pollice (detta di De Quervain), il morbo di Dupuytren (che crea aderenza alla guaina dei tendini flessori delle ultime dita della mano e la loro successiva retarazione), il neuroma (o neurinoma) di Morton e le metatarsalgie in genere.

Controindicazioni alla terapia: bambini e ragazzi sotto i 14 anni, donne in stato di gravidanza.